
Azoto disponibile più a lungo, nutrizione continua e minori perdite per lisciviazione
| Prodotto | Azoto totale (%) | Azoto ammoniacale (%) | Azoto nitrico (%) | Azoto ureico (%) | SO3 solubile in acqua (%) | DMPP |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Nitras 26 Slow Blu | 26 | 16,8 | / | 9,2 | 48 | SI |
| Nitras 33 Slow Blu | 33 | 10 | / | 23 | 30 | SI |
| Nitras 38 Slow Blu | 38 | 6 | / | 32 | 18 | SI |
| Nitras 40 Slow Blu | 40 | 5,2 | / | 34,8 | 15 | SI |
| Nitras Advance Urea 46 Slow Blu | 46 | / | / | 46 | / | SI |
| Nitras Advance CAN 27 Slow Blu | 27 | 13,5 | 13,5 | / | / | SI |
| Nitras NP 25.15 Slow Blu | 25 | 12,5 | / | 12,5 | 25 | SI |
La linea NITRAS SLOW BLU è progettata per affrontare un’altra grande limitazione della concimazione azotata convenzionale: la rapida trasformazione dell’azoto ammoniacale in nitrico, forma altamente mobile e soggetta a lisciviazione, specialmente in suoli leggeri o in presenza di piogge e irrigazioni intense.
Le formulazioni NITRAS SLOW BLU combinano urea granulare e solfato ammonico granulare con DMPP, un inibitore della nitrificazione che rallenta l’attività dei batteri nitrificanti nel suolo. In questo modo, l’azoto rimane più a lungo nella forma ammoniacale, meno mobile e più facilmente gestibile dalla pianta, garantendo una disponibilità prolungata nel tempo.
I principali vantaggi agronomici di NITRAS SLOW BLU rispetto a una concimazione tradizionale sono:
- riduzione delle perdite di azoto per lisciviazione nitrica, soprattutto nei periodi di elevata piovosità
- maggiore continuità nella nutrizione azotata, con effetti positivi su sviluppo radicale, vigore e uniformità colturale
- miglior efficienza dell’azoto nelle applicazioni di copertura e presemina, anche con dosi concentrate
- supporto a pratiche agricole più sostenibili, in linea con le normative ambientali e le strategie di riduzione delle perdite di nutrienti
NITRAS SLOW BLU si distingue quindi come una soluzione avanzata per chi cerca sicurezza nutrizionale, stabilità produttiva e controllo delle perdite, superando i limiti tipici dei concimi non inibiti e valorizzando al massimo l’investimento in fertilizzazione